Chiesa di San Donato

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Facciata della chiesa di S. Donato
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Facciata della chiesa di S. Donato
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Indice

Codice civico

Categoria (tipo)

Edificio religioso

Denominazione

Chiesa di San Donato

Denominazione originale

Chiesa di San Donato


Ubicazione

Circoscrizione

Centro-est

Indirizzo

Via San Donato 10, 16123 GENOVA

Telefono/Fax

0102468869


Notizie storiche

Frazione di secolo

Fondata agli inizi del XI secolo, allungata ed alzata nel XII secolo

Data (inaugurazione)

1° maggio 1189. Divenuta parrocchia e prevostura al tempo del primo arcivescovo di Genova, Siro II Porcello (1130-1163), potè essere consacrata in questo giorno dall’Arcivescovo Bonifacio (1188-1163) già preposito di San Donato.

Utilizzazioni

Attività (uso attuale)

Edificio destinato a funzioni religiose

Uso storico

Luogo di culto


Annotazioni/Descrizione

La chiesa è collocata nel centro storico genovese, al centro della cinta difensiva che caratterizzava la città nell’XI secolo.

Struttura architettonica

Esterni

torre nolare
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torre nolare
edicola seicentesca
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edicola seicentesca


La facciata conserva ancora l’architrave ed il portale strombato di origine romana, mentre le due monofore, il rosone e il protiro ad arco a fasce bianche e nere su mensole e colonne sono rifatti da Alfredo D’Andrade (1839-1915) nelle due date del 1888 e del 1925, momento in cui si eliminarono anche gli intonaci successivi al XVI secolo.

Il campanile, meglio definibile torre nolare, in quanto incorporata all’edificio principale, è ottagonale, decorata con fregi a dente di sega e a tre ordini di colonne sovrapposte. (partendo dal basso, bifore, trifore e quadrifore). I primi due ordini sono originale, il terzo fu aggiunto dal D’Andrade. Unico esempio a Genova e introdotto probabilmente da maestranze borgognone, la torre nolare poggia all’interno sul tiburio che raccorda il vano quadrato con la copertura ottagonale, per mezzo di trombe o cuffie che ripetono superiormente il motivo dei possenti archi inferiori.


Sulla parete est, quella che dà sullo stradone di S. Agostino, si trova un’edicola risalente al XVII secolo con angioletti incornicianti la Colomba dello Spirito Santo, la quale sovrasta la nicchia al cui interno è posta la statua della Vergine col Bimbo di Gio Domenico Casella detto Scorticone (1595-1648).

Interni

interno
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interno
affresco
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affresco
Madonna col Bambino - Nicolò da Voltri
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Madonna col Bambino - Nicolò da Voltri
Adorazione dei magi - Joos van Cleve
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Adorazione dei magi - Joos van Cleve

La chiesa è divisa in tre navate, in cui la tipologia delle colonne indica le varie fasi costruttive: sei colonne monolitiche (quattro di granito e due di marmo bianco) sono di reimpiego da templi romani e risalgono ai tempi della prima edificazione; sei sono a rocchi bianchi e neri, caratteristici colori genovesi, sormontate da capitelli del tardo 1100. Si noti che nella prima colonna entrando a sinistra, sulla fascia nera più in basso, vi è un graffito risalente al 1400 circa, raffigurante una caravella.

Nel secondo e terzo arco del colonnato di destra si possono ancora notare i resti di due affreschi romanici del 1200, raffiguranti la Vergine in trono con santi e la Crocifissione. Il falso matroneo, anch’esso risalente all’ampliamento del tardo 1100, sovrasta il colonnato della chiesa e ha coppie di capitelli di decorazione varia. Si noti la coppia della quarta bifora, con rilievi antropomorfi.

Il pavimento della chiesa è stato rifatto nel 1876. Il soffitto della navata centrale, a capriate lignee, fu ricostruito a seguito della seconda guerra mondiale. In quello della navata destra si notino le tavolette con piccoli angeli dipinti, opera di precedenti restauri, su esempio di tracce già trovate in situ. Entrando a destra, troviamo sull’altare la tela di età barocca con la Madonna del Suffragio, di Jean de Troy (dipinta nel 1710), tornata a S. Donato nel 1999 in seguito ad un’accurata operazione di restauro finanziata dalla Provincia di Genova. A sinistra il rilievo in marmo con statue del Battesimo di Cristo, di Carlo Rubatto (1810-1891), allievo di Ignazio Peschiera (1777-1839) (forse autore dell’inizio dell’opera). Camminando lungo le navate laterali si possono ammirare la Via Crucis, di un anonimo del 1700 e quattro confessionali. Nella navata laterale di destra, inoltre, si trova la Vergine col Bimbo in braccio, dedicata a Nostra Signora della terza età, attribuita a Gio Domenico Casella detto Scorticone. La statua si trovava già nell’ex chiesa di Santa Croce in Sarzano, soppressa dal cardinale Giuseppe Spina a inizi ‘800. Nella navata di sinistra, statua lignea processionale raffigurante la Madonna del Carmine, del 1790.


Nell’abside a destra dell’altare, tavola cuspidata di Nicolò da Voltri raffigurante la Vergine e il Bimbo; compiuta probabilmente verso la fine del Trecento, è una delle migliori opere dell’artista ligure. Nell’abside centrale, tela seicentesca con San Donato. In alto, sopra l’arco di ingresso al presbiterio, seicentesco Crocifisso sagomato avente nelle tabelle la Vergine, l’Eterno, i SS. Donato e Stefano. Si crede sia di scuola di Giovanni Andrea Ansaldo (1584-1638).

Nella cappella laterale, il cui ingresso si trova nella navata di sinistra, Oratorio dei Falegnami, contenente anch’esso opere d’arte: Sopra l’altare si trova la tela dedicata a S. Giuseppe col Santo e il Bimbo che porge un giglio alla Vergine, opera di Domenico Piola (1627-1703). A sinistra dell’altare, statua in marmo della Madonna del 1700, in origine collocata nell’edicola di Salita Pollaiuoli (facciata est). A destra dell’altare, trono ligneo del coro di S. Donato e bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in braccio; anch’essa del 1700 e originariamente posta sotto il ponte di Carignano. La cappella ospita anche lo straordinario trittico dell’artista fiammingo Joos van Cleve raffigurante l’Adorazione dei magi, con il committente Stefano Raggi e il suo santo protettore, la Maddalena, e il Crocifisso tra Maria e S. Giovanni, datato 1515, e la tela raffigurante la Madonna che allatta dell’artista trecentesco Barnaba da Modena, che fu pittore ufficiale di Genova.

Storia

La dedicazione attuale della chiesa a San Donato vescovo di Arezzo e martire corrisponde a quella originaria. Tale denominazione è ritenuta da Gian Piero Bognetti (1902-1963, storico, accademico e archeologo italiano) di origine longobarda e, secondo una sua azzardata ma curiosa ipotesi, anche la chiesa primitiva risalirebbe a tale epoca, il VII secolo. Nonostante il fatto che nell’attuale edificio non resta nulla in alzato che sia anteriore al XII secolo, molti dati storici testimoniano l’esistenza della chiesa già dell’XI secolo. In ogni caso, San Donato è una delle chiese più antiche di Genova, e nel 1160 era già una delle sette chiese ‘’de cardine’’ oltre la cattedrale, dotate di collegio canonicale.

Sia la chiesa, sia la torre, costruite in pietra calcarea locale tagliata in blocchi di medie dimensioni, resistettero bene ad alcuni bombardamenti, pur subendo danni rilevanti. I bombardamenti più significativi furono quello navale di Luigi XIV dal 18 al 28 maggio del 1684 e quelli aerei della seconda guerra mondiale, del 22 ottobre e del 6 novembre 1942 e del 4 settembre 1944. Furono, per questo motivo, inevitabili alcuni interventi parziali di riparazione, i quali risultarono però anche deturpazioni dell’originale costruzione. Ma a sanare il ‘’danno’’ ci ha pensato, come già detto, l’architetto Alfredo D’Andrade, con la collaborazione del prevosto Nicolò Casareto, che ebbe il merito di suscitare interesse per la questione.

I lavori di restauro del D’Andrade furono talmente meritevoli che l’architetto venne definito secondo fondatore della chiesa, la quale fu consacrata una seconda volta il 4 dicembre 1892 dall’arcivescovo Tommaso Raggio.

Negli anni 1846-1850, lo scenografo, architetto, scultore e pittore genovese Michele Canzio intervenne con dei lavori nell’edificio che però furono definiti recentemente ‘’pura scenografia’’.

Nel dopoguerra, i lavori dal 1946 al 1951 restituirono quasi completamente all’edificio le sue originarie caratteristiche romaniche.

Una dichiarazione del 30 giugno del 1646 dell’architetto Pietro Quadro attesta, in riferimento alla canonica, che egli costruì e restaurò ‘’aedes et mansiones omnes’’ della solita abitazione del curato di S. Donato per la somma di lire 2000, pagate dalla Società del SS. Corpo di Cristo della Parrocchia.

Bibliografia

  • Nadia Pazzini Paglieri/ Rinangelo Paglieri, Chiese in Liguria, Genova, Sagep 1990.
  • Franco Renzo Pesenti (a cura di), Chiesa di San Donato , Genova Sagep 1977
  • Vicariati e parrocchie, S. Donato in: www.diocesi.genova.it

Compilazione

Nome compilatore: Alessia Vignola

Data: 13 novembre 2009

Responsabile: Maurizia Migliorini

Nome revisore: Antonie Wiedemann

Strumenti personali