Chiesa di San Francesco (Bolzaneto)

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Esterno della Chiesa
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Esterno della Chiesa

Categoria (tipo) Edificio di Culto di Religione Cristiana con rito cattolico

Denominazione San Francesco alla Chiappetta

Denominazione originale San Francesco alla Chiappetta. Il nome deriva da una corruzione del termine latino Clapeta, cioè "cappelletta".


Indice

Ubicazione

Circoscrizione: Genova Bolzaneto (GE)

Indirizzo: Via G. B. Custo, 9 – 16162

Telefono: 010 7453556

Fax: 010 7453664

Notizie storiche

Secolo di edificazione: XIII°

Data di edificazione: 1280


Le origini

Lapide della famiglia Lercari e Agnus Dei sopra il portale d'ingresso
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Lapide della famiglia Lercari e Agnus Dei sopra il portale d'ingresso

Il sito ora occupato dalla chiesa e dal convento di San Francesco in origine, e fino alla metà del XIX secolo, era situato sulla sponda destra del Polcevera, all’interno dell’ampia ansa formata dal torrente; località principalmente agreste si trovava alle pendici della collina di Murta ed era collegata al borgo originario di Bolzaneto tramite un ponte. Fino alla metà del Seicento il convento rimase l'unica costruzione nella zona della Chiappetta; sorsero in seguito alcune case fino a formare un piccolo borgo, con case alcune delle quali ancora esistenti. La tradizione popolare narra che tale terreno fu donato dalla nobile famiglia Lercari proprio a San Francesco di Assisi, in occasione del suo transito da Genova nel 1213 durante un viaggio; tuttavia non esistono documenti certi che attestino questo fatto. Tradizioni discordanti attestano che tal viaggio venisse effettuato in direzione della Francia o del Marocco. Viene invece documentata e datata al 1280 la donazione di tale terreno tramite un atto di convenzione tra la famiglia Lercari e l'Ordine francescano per l'erezione del convento e della chiesa della Chiappetta; a tale documento fu data esecuzione nel 1291. Negli anni successivi fu edificato dapprima il convento e alcuni anni dopo, come attestato da un bassorilievo in marmo raffigurante un Agnus Dei, posto sopra l’ingresso principale, che porta la data del 5 luglio 1290, l'annessa chiesa, in stile gotico primitivo. A partire dai Lercari altre importanti famiglie della zona sia nobili (Spinola, Ghersi, Serra) che borghesi (Vinelli, Sedevolpe, Semino Cavo, Giordano) continuarono nel tempo a finanziare e ad aver cura del convento assicurandosi in tal modo il diritto alla sepoltura al suo interno. Nel 1563 la chiesa fu consacrata da monsignor Gerolamo Ferragatta, allora vescovo di Vire in Francia e che in seguito sarebbe diventato vescovo di Aosta.


1600 – 1700. la ristrutturazione

Nella seconda metà del Seicento la chiesa fu completamente ristrutturata, subendo una trasformazione dall’originale stile romanico-gotico allo stile barocco e vedendo l’edificazione del campanile a torre e il chiostro colonnato. Tali lavori sia esterni che interni (altare maggiore e decorazioni interne) sono stati attribuiti all'architetto lombardo Francesco Muttoni (1668-1747). Il convento di S. Francesco alla Chiappetta nel 1703 fu reso indipendente da quello di Castelletto.


1800. L’abbandono del convento e i massari

Nel 1798 l'editto napoleonico sulla soppressione degli ordini religiosi obbligò i frati francescani a lasciare il convento. La chiesa fu chiusa fino al 1805, anno in cui passò sotto la giurisdizione Arcivescovile e pertanto data in custodia al clero diocesano nella persona del Parroco di S. Martino di Murta. Questi veniva coadiuvato dai “massari”, laici che per quasi un secolo si alternarono nell’amministrazione dei beni ecclesiastici curando l’organizzazione delle Sacre funzioni, la manutenzione degli edifici e le spese relative all’esercizio del culto. Sempre a partire da quell’anno i locali del convento furono venduti a privati che cambiarono nel corso degli anni; in questo periodo spesso il convento veniva affittato nell’estate a famiglie benestanti che dalla città di Genova si recavano in queste zone per un periodo di villeggiatura.

Nel 1834 una grave alluvione colpì la zona arrecando seri danni al complesso della Chiappetta allora posto in riva al torrente Polcevera e non protetto da alcun argine. Nel 1853 la costruzione della ferrovia Genova-Torino sull’argine del Polcevera, accanto al Convento, segna l’inizio della trasformazione di tutto il comprensorio di Bolzaneto da località rurale alla sua fase industriale. A partire da quegli anni infatti partirono alcuni lavori che oltre a favorire lo sviluppo economico della zona, misero in sicurezza gli argini del fiume che spesso avevano compromesso l’incolumità degli abitanti. Fu pertanto eretto un terrapieno sopraelevato che costituì un argine ma soprattutto venne deviato il corso stesso del fiume eliminando l'ansa da questo formata. Il complesso della Chiappetta passò in tal modo dalla destra alla sinistra del torrente e fu in breve tempo contornato dalle numerose abitazioni che andavano progressivamente a costituire l’attuale abitato di Bolzaneto. Nella seconda metà dell’Ottocento furono eseguiti diversi interventi all’interno della Chiesa. Tra il 1878 e il 1895 l’ala nord del convento venne adibita a manicomio genovese, in attesa del completamento del complesso di Cogoleto. L’ospedale aveva una capienza di circa 100 posti letto.


1900. Dal ritorno ad oggi

Nell'ottobre del 1896 i Frati Minori Conventuali poterono tornare al possesso della chiesa e del convento. Nel 1925 fu fatta l'aggiunta alla chiesa di sei cappelle laterali. Nel 1961 la chiesa di San Francesco è costituita dal Cardinale Giuseppe Siri parrocchia appartenente all’Arcidiocesi di Genova e affidata ai Frati Minori Conventuali.

Interno della Chiesa
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Interno della Chiesa


Utilizzazioni

Uso storico chiesa dell’Ordine francescano con annesso convento. In origine veniva praticata una “clausura all’aperto” così detta perché non delimitata dal convento, ma da un particolare appezzamento di terreno non accessibile ai laici. Tale tipologia di clausura era particolarmente in uso dei Conventi più antichi dell’Ordine francescano. Oltre al compito di luogo sacro, il convento ha costituito nell’antichità un’area disponibile per atti pubblici e collettivi della massima ufficialità che necessitavano di ampi spazi da dedicare ad incontri e riunioni all’epoca difficilmente reperibili altrove nella valle. Dal 1805 con l’editto napoleonico e la fuga dei frati dal convento i locai del convento diventano proprietà privata di laici, venendo anche affittati per la villeggiatura estiva. Tra il 1878 e il 1895 ospita una sezione del manicomio genovese.


Attività (uso attuale) chiesa adibita dal Cardinale Giuseppe Siri a funzione parrocchiale appartenente all’Arcidiocesi di Genova a partire dall’agosto 1961 e affidata ai Frati Minori Conventuali; all’interno dei suoi locali parrocchiali vengono svolte attività ricreative e di formazione spirituale sia rivolte ad un pubblico giovane (sezione di Bolzaneto dell’Azione Cattolica Ragazzi) sia per adulti (incontri di preghiera e approfondimento teologico con esperti)


Annotazioni/Descrizione

Stimmate di San Francesco di G.B. Carlone
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Stimmate di San Francesco di G.B. Carlone
Immacolata Concezione di D. Piola
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Immacolata Concezione di D. Piola
Statua di Nostra Signora della Misericordia di A.M. Maragliano
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Statua di Nostra Signora della Misericordia di A.M. Maragliano

La chiesa è formata da un'unica navata con un piccolo atrio e 6 cappelle laterali. In origine costruita in stile romanico-gotico, fu trasformata nel XVII secolo in stile barocco. Il progetto della Chiesa sembra sia da attribuire a Francesco Muttoni (1668 - 1747) stuccatore lombardo, scultore e architetto, che è pure autore dei disegni degli altari maggiore e laterali, opere del secolo XVIII. A partire dalla seconda metà dell’ 800 la chiesa subì profondi mutamenti: venne fabbricato il coro da Sedevolpe e Francesco Semino (1832-1883) e nel 1867 fu decorata per intero dagli indoratori e pittori Giuseppe Leoncini e Boccardo Paolo, genovesi.

Esterno : La facciata rispecchia lo stile originario romanico-gotico.

Interno: Al centro del catino absidale è situato l’altare maggiore, in marmo. Dietro, al centro dell’arco dell’altare maggiore, si trova il quadro Stimmate di San Francesco di Giovanni Battista Carlone (1592-1677). La grossa tela che si trova dalla parte del Vangelo denominata “Estasi di Santa Caterina Fieschi Adorno” fu classificata tra le migliori opere di Domenico Piola (1627 – 1703) mentre alla parete opposta è l’opera di Pietro Paolo Raggi (1649-1724) Assunzione della Beata Vergine Maria. Nella volta del presbiterio si trova un affresco di Virginio Grana (1830-1888), raffigurante la Madonna con San Francesco e Sant'Antonio. Un altro affresco, del pittore bergamasco Umberto Marigliani (1885-1960), si trova nella volta dell'abside.


Laterali sono le sei cappelle, tre per ciascun lato che vennero costruite posteriormente. All’interno di ciascuna sono presenti gli altari minori.

- Prima Cappella a sinistra: dedicata a San Giuseppe da Copertino. Vi si trova un dipinto settecentesco della scuola di Luca Cambiaso raffigurante la Madonna con Gesù Bambino e il Santo.

- Seconda cappella a sinistra: statua lignea di San Giuseppe, degli anni venti del Novecento.

- Terza cappella a sinistra: dipinto Miracolo di Sant'Antonio di Giuseppe Galeotti, sec. XVIII.

- Prima cappella a destra: statua lignea di Nostra Signora della Misericordia, secolo XVII, di Anton Maria Maragliano (1644-1741).

- Seconda cappella a destra: cappella di N.S. della Guardia inaugurata il 15 maggio 1926 con statue in legno della Vergine col Bambino dello scultore Antonio Canepa (1850-1931).

- Terza cappella a destra: dipinto raffigurante l'Immacolata Concezione di Domenico Piola, sec. XVII.


Soffitti: originariamente in legno, attualmente sono in muratura con stucchi barocchi

Pavimenti: in marmo a disegni geometrici

Convento: Il convento della Chiappetta è un grande edificio su tre piani a pianta quadrata, con un piccolo chiostro interno. Il chiostro, a pianta quadrata è formato da n. 15 archi sorretti da n. 15 colonne. Al centro del chiostro, un piccolo giardino con un pozzo in muratura del XVII secolo.


Opere Notevoli

Dipinti :

All'interno della chiesa sono conservati alcuni notevoli dipinti del Seicento.

- Stimmate di San Francesco di Giovanni Battista Carlone (1592-1677),

- Assunzione della Beata Vergine Maria di Pietro Paolo Raggi (1649-1724),

- Estasi di Santa Caterina Fieschi Adorno di Domenico Piola (1627 – 1703)

- Immacolata Concezione di Domenico Piola (1627 – 1703)

- Miracolo di Sant'Antonio di Giuseppe Galeotti. (1708 – 1778)

- Madonna con Gesù Bambino e San Giuseppe da Copertino della scuola di Luca Cambiaso (XVIII secolo)


Sculture:

- Statua lignea di Nostra Signora della Misericordia di Anton Maria Maragliano(1644-1741)

- Statua lignea di San Giuseppe, degli anni venti del Novecento.

- Statua lignea della Vergine col Bambino dello scultore Antonio Canepa (1850-1931).

Bibliografia

Filippo M. Pittaluga, “Soppressione e Ritorno nel convento. Storia di una soppressione e di un ritorno nel Convento di S. Francesco alla Chiappetta in Bolzaneto.”

Mautrizio Lamponi “Bolzaneto. Storia e immagini di una piccola città nel cuore della Valpolcevera” ed. Genoa Service S.a.s.


Compilazione

Nome compilatore Claudia Tirasso

Data 14-01-2010

Nome revisore Gabriele Lo Nostro

Responsabile Prof.ssa Maurizia Migliorini

Strumenti personali