Chiesa di San Matteo

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Piazza San Matteo, la facciata e l'arco d'accesso al chiostro
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Piazza San Matteo, la facciata e l'arco d'accesso al chiostro
Categoria (tipo): Edificio di culto cristiano

Denominazione: Chiesa di San Matteo

Denominazione originale: Chiesa di San Matteo


Indice

Ubicazione

Circoscrizione: Centro est

Indirizzo: Piazza San Matteo 18, 16123 GENOVA

Telefono e fax: 010 2474361

Notizie storiche

Secolo: fondazione nel XII secolo.

Data: fondazione nel 1125. Consacrazione nel 1132.

Planimetria del complesso di San Matteo
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Planimetria del complesso di San Matteo

Utilizzazioni

Attività (uso attuale): Edificio di culto, regolarmente aperto al pubblico.

Uso storico: Abbazia - Cappella gentilizia.

Descrizione

Struttura urbanistica: La chiesa di San Matteo fu fondata nel 1125 da Martino Doria come cappella gentilizia della propria famiglia; si affaccia su Piazza San Matteo, con i palazzi tra i più illustri della famiglia Doria rappresenta uno degli angoli meglio conservati della Genova medioevale. La struttura urbanistica di chiesa-piazza-palazzi è giunta immutata fino a noi: è un complesso unitario attorno alla piazza quadrangolare, sulla quale si aprivano le logge dei palazzi, rafforzato dalle fasce bianche e nere che rivestono ancor oggi la facciata della chiesa e i muri dei palazzi Doria.

Fasi della costruzione: La chiesa venne dedicata a San Matteo perché in vita era stato gabelliere, come i Doria lo erano per la Repubblica di Genova. Dopo la prima costruzione della chiesa di Martino Doria nel 1125 fu completamente distrutta perché nel 1278 i Doria decisero di rinnovare l'edificio aumentandone le dimensioni e privilegiando forme gotiche. Successivamente, all'inizio del secolo XIV, venne costruito il chiostro sul lato sinistro della chiesa. Proprio a causa di questi continui lavori e ristrutturazioni della chiesa troviamo oggi inalterata soltanto la facciata, mentre l'interno ha subito quasi completamente le trasformazioni cinquecentesche. Infatti intorno alla metà del Cinquecento Andrea Doria decise di rinnovare l'interno dell'edificio commissionando i lavori del presbiterio e della cripta a Giovanni Angelo Montorsoli per poi farli terminare da Giovanni Battista Castello il Bergamasco. Di questi lavori non si hanno dati certi, si sa soltanto che sono stati eseguiti dal 1543 al 1559 con un intervallo di pausa di un decennio.

Struttura architettonica: Come già detto, la facciata ha conservato l'aspetto gotico originale del Duecento; mentre all'interno troviamo un insieme di elementi gotici ed elementi rinascimentali.

Esterni: La facciata a strisce bianche e nere è tripartita da lesene incorniciate da archetti; è arricchita al centro da un grande rosone e ai lati da due bifore (asimmetriche e senza colonnina centrale).

Mosaico con San Matteo nella lunetta del portale
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Mosaico con San Matteo nella lunetta del portale
Inoltre nella lunetta del portale è inserito un piccolo mosaico medievale con San Matteo; vi sono varie iscrizioni che celebrano le vittorie dei Doria e, sotto la finestra destra, il sarcofago tardo-romano con l'Allegoria dell'autunno.
Chiostro di San Matteo
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Chiostro di San Matteo

Sul fianco sinistro della chiesa attraverso un arco si accede al chiostro di San Matteo di forma quadrangolare; realizzato nel 1308 per volere del priore Andrea da Goano da un “Magister Marcus Venetus” come ci mostra un'iscrizione di un capitello angolare. Il giardino interno è circondato da una sequenza di colonnine binate che sostengono una serie di leggeri archi acuti. Nonostante le costruzioni attorno e la copertura piuttosto bassa che rendono lo spazio angusto, la sensazione è di una struttura di forte eleganza. Qui è anche conservata una preziosa arca fatta costruire nel 1356 da Raffaello Doria, per custodire i corpi dei Santi Marco ed Eleuterio. Attualmente (dal 2004) il chiostro è divenuto sede dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori e Conservatori di Genova.

Interni: La struttura dell’edificio gotico originale era a pianta longitudinale con tre navate, copertura lignea, transetto non sporgente e tre absidi. Probabilmente inoltre vi era un tiburio ottagonale (successivamente divenuto cupola). Dopo le ristrutturazioni del Cinquecento ci fu una nuova distribuzione degli spazi dovuta all’eliminazione di una distinzione netta tra navate e transetto, forse motivata dalla volontà di dare all’ambiente una più forte impronta cinquecentesca: infatti la navata centrale è separata da quelle laterali solo da colonne. La struttura è sorretta da ripetuti archi acuti nelle volte e nella cupola, la quale ha come sostegno due pilastri verso l'abside e due colonne verso le navate: questa originale struttura è da attribuire al Bergamaschi.

Decorazioni: Non c'è nessuna traccia di decorazioni anteriori a quelle cinquecentesche. Nelle decorazioni a stucchi ed affreschi sono chiaramente identificabili l’apporto del Montorsoli nella cripta, nella zona absidale e nel transetto e l’opera del Bergamasco e del Cambiaso nelle navate. Il Montorsoli si ispira fortemente a Michelangelo per la decorazione del coro e dell'abside. Al centro della volta troviamo un medaglione con Dio Padre ed attorno “Scene della Genesi” all'interno di riquadri. La cupola è rivestita interamente di stucchi bianchi su fondo dorato. Al Montorsoli si attribuiscono ancora le statue nelle nicchie dell'abside, la cripta posta sotto il presbiterio completamente rivestita di marmi e stucchi e i due pulpiti che oggi sono stati addossati alle pareti delle navate laterali. Il Bergamasco e il Cambiaso hanno concluso la decorazione a stucchi ed affreschi delle tre navate. Non si ha certezza sull'attribuzione dei vari interventi: i quattro lunettoni della navata centrale, i Profeti e le Sibille delle volte delle navate laterali sono stati realizzati dal Cambiaso; mentre dal Bergamasco il ciclo decorativo delle parti in stucco delle nicchie delle navate laterali e gli affreschi delle cappelle laterali all'altare maggiore, oggi illeggibili.

Opere notevoli (oggetti mobili): Celebre è la”Deposizione”, scultura lignea del Maragliano. Nella chiesa sono sepolti molti dogi della famiglia Doria ma il più celebre è un magnifico sarcofago, più grande di tutti, conservato nella cripta e contiene le spoglie di Andrea Doria.

Bibliografia:

- Giuliana Algeri, “Chiesa di San Matteo”, Quaderno n. 14 in “Guide di Genova”, SAGEP EDITRICE, 1976.

- Pasquale Rotondi, “Arte lombarda”, Note sul Cambiaso e sul bergamasco in San Matteo di Genova, Ed. La Rete, Milano, 1983.

- AA.VV. Liguria, Touring Club Italiano, Milano, 2005.

- http://www.irolli.it/chiesa_genova/19/chiesa-di-san-matteo.html

Compilazione

Nome del compilatore: Caterina Repetto

Data: 13/11/2009

Nome del revisore: Antonie Wiedemann

Responsabile:Maurizia Migliorini

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