Chiesa di Sant'Agata

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Indice

Codice civico

Categoria (tipo)

Edificio di Culto

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Denominazione

Convento di Sant’Agata

Denominazione originale

Istituto “delle maestre pie di Sant’Agata”

Ubicazione

Circoscrizione:

Municipio III Bassa Valbisagno

Indirizzo

Via Giuseppe De Paoli 10 - 16143 Genova (GE)

Telefono

010-511705

Fax:

Indirizzo Web:

email:

Notizie storiche

Secolo:

Inizio del XII

Data (fondazione):

Come Istituto delle maestre pie di Sant’Agata il 19 settembre 1827

Utilizzazioni

Attività (uso attuale):

Edificio di culto, aperto al pubblico esclusivamente la domenica mattina ore 10

Uso storico

Edificio di culto e attività specifica nell’educazione e nell assistenza dei bisognosi

Annotazioni/Descrizione

Cenni storici

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Nel 1822, l’attenzione di Suor Maria Vittoria Gironi, fondatrice nel 1818 dell’Istituto delle Maestre Pie e già Direttrice nel precedente conservatorio di San Rocco, si spostò su un grande complesso edilizio: il convento e la chiesa di Sant’Agata che si trovavano ai margini del comune di San Fruttuoso, appena fuori dalle porte della città. La chiesa era stata edificata assieme al convento nei primi anni del XII secolo. Quest'ultimo era stato abitato dalle monache cistercensi e successivamente dalle canoniche lateranensi, le quali cedettero chiesa e monastero ai frati agostiniani. La famiglia Pedemonte nel 1797 acquistò il complesso e lasciò la chiesa aperta al culto sino al 1814. Il 4 Ottobre 1825 i fratelli Pedemonte vendettero il complesso (chiesa, convento, giardino, piazza con alberi) a Don Angelo Cervetto, che acquistò nel 1827 anche un orto e la casa dell’ortolano confinanti, permettendo così a Suor Maria Gironi lo spostamento dell’ordine da San Rocco a Sant’Agata. L’istituto assunse non solo una forte caratterizzazione materiale e patrimoniale, ma anche una qualificazione giuridica sia sotto il profilo del diritto pubblico sia sotto quello del diritto canonico. L’approvazione ecclesiastica fu concessa il 19 dicembre 1827 e l’edificio prese il nome di Maestre Pie di Sant’Agata. L’architetto Cremona poco tempo dopo fece un lavoro di ristrutturazione e restauro, modificando fortemente l’aspetto esteriore che risaliva all’edificazione del XII secolo, prima del trasferimento della comunità, che opera tutt’oggi in questo complesso.

Struttura architettonica

Esterni

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La chiesa che è collegata al monastero si presenta esternamente come un edificio dal carattere abitativo, comprendente finestre rettangolari in tutti e quattro i lati. La facciata principale si sviluppa al centro, con la presenza dell’ingresso antico con sopra una finestra a forma di lunetta, e comprendente in alto alla sinistra della facciata un elemento turrito, il campanile con orologio, che attualmente si presenta diverso da quello del XII secolo. Rimaneggiato nel corso degli anni, ha perduto l’aspetto originario: sormontante la navata laterale, comprende agli angoli quattro pilastri rettangolari scorniciati, alternati a logge che sostengono un architrave sormontato da un cornicione, sul quale si stagliano infine quattro guglie rettangolari agli angoli collegate nei lati lunghi da un elemento rettangolare continuo.


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Interni

La chiesa è suddivisa all’interno da una navata centrale di altezza e larghezza maggiore delle due laterali. L’ingresso è sistemato nel lato opposto all’altare, è voltato a crociera a tutto sesto ed ha una doppia altezza, infatti sopra di essa è posto l’organo. La navata centrale è formata da quattro campate, di cui tre sono coperte da volte a crociera che scaricano il peso su massicci pilastri. Gli archi a tutto sesto delle campate comprendono finestre rettangolari per favorire l’illuminazione. Le navate laterali di altezza minore sono formate da tre campate, tutte con il medesimo sistema di volte a crociera, comprendenti anch’esse sugli archi d’inquadratura corrispondenti all’esterno finestre a forma di “mezza luna”. La navata destra comprende inoltre sulle pareti laterali: un quadro con iconografia di Gesù al fiume (di maestranza sconosciuta), una statua della crocefissione posta in una loggia decorata ai lati da colonnine con sopra una trabeazione, con relativo altarino, ed infine, in fondo alla navata parallela all’altare, troviamo la statua di Gesù benedicente sempre inserito in una loggia con colonne, trabeazione e relativo altarino. Sul lato sinistro è da rilevare un quadro di San Giuseppe che tiene il Bambino, e sul fondo della navata, sempre parallela all’altare, all’interno di una loggia con l’altarino, le colonne e la trabeazione che la inquadrano, troviamo la statua della Madonna con Bambino. L’altare è molto semplice: vi si accede attraverso una scalinata centrale ed è chiuso da transenne marmoree; è composto da un coro, non comprende un abside, ma è decorato centralmente con una nicchia i cui lati lunghi e quello semicircolare sono attorniati da decorazioni in rilievo in marmo raffiguranti amorini. All’interno della nicchia troviamo l’iconografia della Madonna benedicente in marmo bianco. I pavimenti dell’altare sono a scacchiera (alternanza di piastrelle di marmo nero e bianco), mentre quelli delle navate sono sempre di marmo nero e bianco ma con una diversa modulazione geometrica. Infine il Pulpito è addossato alla colonna tra la seconda e la terza campata a destra (partendo dal fondo), è in marmo bianco e nero, ha una forma ottagonale, e vi si accede mediante una scala a chioccia.


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Bibliografia

Vittoria Gironi di Giuseppe Marasco Genova 1970, e fonti dall' Istituto Maestre Pie di Sant'Agata


Compilazione

Nome compilatore Gabriele Laganà

Data 12/11/09

Nomi revisori Antonie Wiedemann; Marzio Angiolani

Responsabile Maurizia Migliorini

Strumenti personali