Bernardo Castello

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Bernardo Castello in Carlo Giuseppe Ratti. Storia de' pittori scultori et architetti liguri e de' forestieri che in Genova operarono secondo il manoscritto del 1762

(Genova, 1557 – Genova, 1629)
Figlio di una famiglia probabilmente borghese o di piccola nobiltà appena raggiunta, gli venne impartita una buona educazione. Iniziò giovanissimo l'apprendistato nella bottega di Andrea Semino, poi si accosto al Cambiaso.
Da un punto di vista professionale, si emancipò molto presto e nel 1575, appena diciottenne, si sposò e, nel corso del matrimonio, mise al mondo sedici figli.
La dipendenza culturale dai modi di Luca Cambiaso e in misura minore da quelli di Andrea Semino, persistette a lungo senza mai essere del tutto superata.
Sul finire degli anni '70, partì per un viaggio di formazione nei grandi centri d'arte italiani. Nel 1586, a Ferrara presentò i disegni per illustrare la Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. Nel 1592, partecipò, consorziandosi con altri artisti, alla decorazione del palazzo di Giulio Spinola in Strada Nuova.
In questa stessa decade intensificò la produzione di tele ed affreschi per le chiese genovesi, è del 1590 la tela, tutt'ora in Santa Maria delle Vigne, con i Santi Eligio, Orsola, Lucia e i diecimila crocifissi.
Sul finire del secolo lavorò alla decorazione della villa Imperiale, per Gio. Vincenzo Imperiale affrescò Episodi della Gerusalemme liberata nella loggia al piano nobile, soggetto che replicò più volte. I primi anni del 1600 lo videro impegnato nella zona di Savona.
L'ultima decorazione di prestigio fu, accanto al ciclo del Tavarone, nella Villa Paradiso ad Albaro.
Morì dopo una breve malattia nell'ottobre del 1629, a settantadue anni, mentre era in procinto di recarsi a Roma.

Bibliografia

  • Caraceni Poleggi Fiorella, La committenza borghese e il Manierismo a Genova, in La pittura a Genova e in Liguria Vol I, Genova, Sagep, 1998, pag. 292-294
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