Camille Lemonnier

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Camille Lemonnier

Romanziere, critico d’arte e oratore belga di lingua francese. Animatore fra i più attivi del movimento della Jeune Belgique che tanto contribuì alla rinascita della letteratura belga verso la fine dell’800. Abbandonò gli studi di diritto per dedicarsi alla critica, esordendo con Les Salon de Bruxelles (1863). Brillante e fecondo (ha al suo attivo oltre 70 volumi), volle essere scrittore nazionale e dominò la cultura ufficiale belga fino alla I Guerra Mondiale. Grandissima fu la sua influenza sui giovani, che a lui si rivolgevano per consigli.

La sua opera comprende numerosi scritti d’arte, tra cui: Nos Flamands (1869), La Belgique (1887), Un mâle (1881), Madame Lupar (1888). Soprattutto nei romanzi, che sono la parte migliore della sua produzione, Lemonnier si rivela pittore realista – sovente crudo, quasi verista – della società contadina e borghese. Esalta, nei suoi personaggi, gli istinti naturali e vitali dell’uomo, occupandosi poco della loro psicologia. Costruito su schemi vicini al movimento naturalista, il suo stile narrativo risente molto dell’influenza di Zola. Nelle opere della maturità (L’île vierg, 1897, Adam et Eve, 1899), quel suo realismo si stempera in una visione più sentimentale, quasi un sogno di purezza nel quale l’uomo e la donna, lontani dalla vita tumultuosa della città, si identificano con la natura.


H. Laudau - Camille Lemonnier essai d’interprétation de l’homme, Parigi 1936.

M. GauchesCamille Lemonnier, Bruxelles 1943.

C. Hanlet - Camille Lemonnier, le Zola belge, Liegi 1943.

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