Chiesa S.Pietro in Banchi

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Collegamento alla Scheda sulla Chiesa di S.Pietro in Banchi

Progettata nel 1572 per scongiurare la peste del 1530, la chiesa sita in Piazza Banchi presenta una navata unica e una cupola ottagonlale.

La particolarità della chiesa,sopraelevata, accessibile tramite una ripida scala e circondata da una terrazza vide la sua realizzazione tramite i progetti di Giovanni Ponzello e del Vannone, anche se la facciata risulta ancora incompleta.

Fra le varie opere si contano i Profeti dipinti da Gerolamo Piola e una Pala Cinquecentesca ad opera del Brnadimante.

--Gabriele Lo Nostro 20:56, 20 Jan 2007 (CET)
--Claudia Peirè 23:51, 1 Oct 2010 (CEST)

Le Guide

La descrizione dell’Anonimo è, come sempre, molto dettagliata e precisa nell’elenco delle opere presenti; «è un piccolo ma bel vaso di architettura […] principiata da Taddeo Carlone, e terminata da Daniello Casella suo allievo. Ella è d’architettura assai gentile, tutta interiormente incrostata di marmi sino al cornicione, e sopra di esso ornata di stucchi, siccome anche nel coro, e nella cupola di cui gli angeli son dipinti da Paolo Girolamo Piola di Domenico. Ha quattro sontuose cappelle e più il presbiterio» .
--Claudia Peirè 23:51, 1 Oct 2010 (CEST)


La Chiesa di san Pietro in Banchi, venne edificata sull’area della chiesa di San Pietro della Porta, andata distrutta nel 1398, a seguito di un incendio scoppiato a causa di una rivolta cittadina.
«Scemato a buon termine il contagio del 1579 il giorno festivo all’Immacolata, il Senato si votò d’una Cappella alla Vergine di questo titolo, e disegnò di innalzarla rifabbricando ad un tempo la chiesa e serbandole il titolo antico […]. Per atto del 18 settembre 1581 si commettevano per questa fabbrica in Roco Lurago architetto, e in due maestri scultori, Taddeo Carlone e Francesco dell’Angelo»
La chiesa fu finanziata, grazie all’affitto e alla vendita delle botteghe collocate sotto di essa.
L’interno è ad una sola navata «con vaga cupola e quattro cappelle oltre la tribuna […] quant’è di ornamenti marmorei, il Carlone v’ha il più grande merito.»
--Claudia Peirè 23:51, 1 Oct 2010 (CEST)


Jacob Burckhardt nel capitoletto sul Paggi cita il primo altare a sinistra della Chiesa, asserendo sia una delle opere nelle quali il Paggi ricorda di più lo stile dei Fiorentini; anche nel paragrafo dedicato a Matteo Civitali, Burckhardt scrive in merito alle statue in S.Pietro, eseguite da Taddeo Carlone e dalla sua scuola, affermando che fossero copiate di sana pianta da quelle di Civitali.
Per quanto riguarda la Loggia scrive che è sontuosa, e che è stata eseguita sul disegno dell'Alessi.

--Laura Rudelli 15:24, 18 Dec 2006 (CET)
--Claudia Peirè 11:23, 10 Sep 2010 (CEST)

Bibliografia Guide

  • Alizeri Federico, Guida illustrativa del cittadino e del forastiero per la città di Genova e sue adiacenze, Bologna, Forni Editore, 1972 pag. 32-35
  • Burckhardt Jacob, Il Cicerone. Guida al godimento delle opere d’arte in Italia, Sansoni, Firenze 1952, pag. 1101, 662, 382
  • Poleggi Ennio e Poleggi Fiorella (Presentazione, ricerca iconografica e note a cura di), Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, Genova, Sagep, 1969 pag. 189-190
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