Chiesa di S. Matteo

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Le Guide

Situata in Piazza San Matteo la chiesa è molto antica e l’Anonimo la descrive con dovizia di particolari: «La chiesa Abbaziale di S. Matteo è Parrocchia Gentilizia della Nobilissima Famiglia Doria, di cui racchiude molti Monumenti, e belle iscrizioni storiche, sì nella facciata, al di fuori come nell’interiore della chiesa.
Ella è piccola, ha tre navi, con quattro colonne di marmo bianco per parte alla navata di mezzo, e più mezza colonna inerente ai due pilastri, che formano la tribuna, e due altri nel fondo accanto a due altarini.
Nelle navate laterali ha quattro contropilastri con quattro nicchie per parte senza Cappelle» .
La descrizione della chiesa continua con un elenco delle opere presenti nelle cappelle; per quanto riguarda la decorazione a fresco nella volta: «sono celebri fatture del Bergamasco, Gio’. Batta Castello, e di Luca Cambiaso, i quali vi travagliarono congiuntamente a gara, a segno che non si distingue dai più avveduti il pennello dell’uno, e dell’altro» .
La descrizione si conclude con la cappella sotterranea sita sotto il coro: «le sue pareti assieme al pavimento son pure di marmi preziosi incrostate. La volta è in stucchi indorati esprimenti alcune Imprese del mentovato Principe e la sepoltura, che le di lui ossa, racchiude, ha sopra due egregi putti di marmo, lavoro del suddetto Montorsoli, di cui è anche l’altare, in cui in vaso di bellissimo lavoro è alquanto legno della S. Croce di Gesù Cristo S.N.» .
--Claudia Peirè 17:33, 4 Oct 2010 (CEST)


Chiesa gentilizia della famiglia Doria, situata in Piazza San Matteo, deve la sua fondazione a Martino Doria che la fece edificare nel 1125; un secolo e mezzo più tardi venne abbattuta e riedificata dalle fondamenta, con proporzioni più grandi e leggermente arretrata di posizione rispetto all’originale; espediente geniale che fa sì che i palazzi circostanti non opprimano, con la loro mole, il tempio.
Federico Alizeri illustra brevemente tutti i lavori di restauro subiti dalla chiesa nel corso degli anni «Fra Gio. Angiolo Montorsoli, il discepolo del gran Michelangiolo, già famigliare […] ai Doria […] ebbe invito nel 1543 […] di ridurre la tribuna e la cupola a stile moderno, e di ornare la prima con quel di statue che permettesse l’angusto spazio».
Luca Cambiaso affrescò le navate laterali «e voi lodate a buon dritto in que’ Profeti, in quelle Sibille, in que’ putti una vigoria di concetti, una maestria di contorni, un ardimento di scorci da digradare ben molti che sono in grado di sì fatte virtù»
--Claudia Peirè 17:33, 4 Oct 2010 (CEST)

Bibliografia Guide

  • Alizeri Federico, Guida illustrativa del cittadino e del forastiero per la città di Genova e sue adiacenze, Bologna, Forni Editore, 1972 pag. 99
  • Poleggi Ennio e Poleggi Fiorella (Presentazione, ricerca iconografica e note a cura di), Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, Genova, Sagep, 1969 pag. 212
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