Duomo San Giovanni

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Il Duomo di San Giovanni Battista è sito nel rione imperiese di Oneglia, nell'omonima piazza, in centro città.
E' un edificio di architettura barocca genovese, a croce latina, a tre navate, con cupola.La sua lunghezza complessiva è pari a m.57,42, la sua larghezza pari a m.22,15, la sua altezza a m.18,20, con la cupola alta m.26,50.
Il progetto dell'edificio si deve all'architetto settecentesco Gaetano Amoretti. La costruzione iniziò il 24 giugno del 1739, data in cui, proprio in occasione della festa di San Giovanni, la prima pietra fu benedetta dall'allora Vescovo di Albenga, Mons. Rivarola.
La guerra del Re di Sardegna contro Francia e Spagna fece sospendere l'edificazione, che fu ripresa in seguito con fervore, coinvolgendo gli onegliesi di ogni ceto, i quali contribuirono offrendo soldi e forza-lavoro, ognuno secondo le proprie possibilità.
Nel 1762 il Duomo fu finalmente consacrato.
La facciata che si può ammirare oggi fu però ideata nell'Ottocento e portata a compimento fra il 1832 ed il 1838, prendendo a modello S. Maria della Quercia in Roma.
Le proporzioni appaiono abilmente equilibrate mediante una leggera convessità e la suddivisione in due ordini uguali, poggianti su uno zoccolo altissimo. Il distacco fra la parte inferiore e la parte superiore è realizzato con una leggera balaustra, che posa su un cornicione dentellato. I pilastri che dalla base si elevano verso la cima sono interrotti da capitelli corinzi. Il timpano è a cima arquata e forma una lunetta: al centro, sopra di essa, è collocata la statua del Battista, mentre ai lati si ergono S.Pietro e San Paolo. In basso, ai lati, due ali proseguono la costruzione, a guisa di aggiunte ornamentali della facciata di centro.
Numerosi sono i pregevoli elementi d'arte di epoche differenti custoditi in San Giovanni, dal magnifico altare maggiore,presso il quale officiò nel 1538 il Papa Paolo III, presenti Andrea Doria e Carlo V, ornato in seguito con il Crocifisso secentesco di scuola genovese, alle due statue lignee piemontesi settecentesche, poste nelle nicchie laterali, alle due grandi tele che adornano il Coro - la Visitazione del parmense Gainotti (1859-1940 ) e Il Battesimo di Cristo del torinese Luigi Morgari ( 1857-1920 ) - al tabernacolo marmoreo cinquecentesco di Pace Gaggini, al pulpito barocco dello Stella, allievo dello Schiaffino.
Altre pregevoli opere disseminate nella chiesa sono una Decapitazione di San Giovanni del pittore romano ottocentesco Gagliardi, due quadri settecenteschi del torinese Revelli dedicati rispettivamente alla Madonna ed all'Ultima Cena, una statua della Madonna del Maragliano, acquistata a Genova nel 1718, due statue settecentesche del piemontese Collino, allievo del Beaumont ( di cui fu nipote il Revelli )e del Maini.
Da ultimo, nella Cappella della SS. Trinità, segnaliamo il Crocifisso, capolavoro dello scultore La Croix, un francese nativo della Borgogna, che venne in Liguria alla fine del Seicento e, oltrecché a Genova, lavorò in diversi centri del Ponente ligure. Poche cose di lui rimangono, poichè furono razziate dai Francesi. In particolare, la tradizione popolare vuole che nel 1794 proprio un soldato francese tentasse di "strappare" al Cristo l'aureola d'argento e che miracolosamente Egli piegasse il capo.


Bibliografia:


L.Lagorio - N. Barusso, Il Duomo di S.Giovanni Battista, Imperia, 1978.
P. Bogliorio, Il nostro San Giovanni, Imperia, ed. parrocchiali, 1985.

                         Enrica Luisa Penco
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