Edmondo de Amicis

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Edmondo De Amicis nacque ad Oneglia nel 1846 e morì a Bordighera nel 1908.
Fu in giovinezza ufficiale di fanteria. Lasciata la carriera delle armi, si dedicò alla letteratura e divenne scrittore.
Dal 1875, dopo un periodo di viaggi all'estero, si stabilì a Torino, dove visse abitualmente, alternando il soggiorno torinese con quello nella riviera ligure ed in alta montagna.
Verso il 1890, pur senza entrare nella vita politica attiva, aderì al movimento socialista con scritti di propaganda, conferenze ed articoli di giornale. Tra questi, numerosi furono pubblicati nei primi anni del '900 sul periodico torinese Il grido del popolo.
Dal ministro Orlando fu chiamato col Fogazzaro a far parte del Consiglio Superiore dell'Istruzione.
Alacremente lavorando ai suoi scritti trascorse gli ultimi anni della sua vita, amareggiato dai gravissimi dolori familiari, tra cui il suicidio di un figlio.
Si spense a Bordighera, nella Casa Coraggio fondata dallo scrittore George Macdonald.

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Targa commemorativa dedicata a Edmondo De Amicis sulla facciata di Casa Coraggio (foto di Gabriele Fiannacca)

Dopo i bozzetti della Vita militare ( 1868 ), il De Amicis pubblicò un volume di Novelle ( 1872 ) e narrò le vicende della presa di Roma in Ricordi del 1870-71 ( 1872 ).
Narrò altresì dei suoi ricordi di viaggio in opere quali Spagna (1872 ) e Marocco ( 1876 ).
Nel 1886 diede alle stampe il celeberrimo Cuore, tradotto in molte lingue, caratterizzato da alte finalità educative, slanci sentimentali, lirismo e passione, oggi criticato da coloro che lo considerano intriso di un'eccessiva enfasi retorica.
A Cuore seguirono molte altre opere, alcune delle quali furono pubblicate dopo la sua morte. Nel 1900 ricordiamo le Memorie , in cui si tratta anche di viaggiatori e di artisti d'oltralpe e d'oltremare, e nel 1906 Pagine allegre.


                                                          Enrica Luisa Penco
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