Filippo Parodi

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Filippo Parodi in Carlo Giuseppe Ratti. Storia de' pittori scultori et architetti liguri e de' forestieri che in Genova operarono secondo il manoscritto del 1762

(Genova, 1630 – Ivi, 22 luglio 1702)
Iniziò la sua attività come intagliatore del legno, ottenendo subito un ottimo successo. Domenico Piola, comprendendo le doti del giovane Filippo, lo esortò a dedicarsi completamente alla scultura e gli procurò numerosi clienti fra i nobili genovesi. Sostenuto economicamente dalla sorella, si recò a Roma dove divenne, per alcuni anni allievo del Bernini.
Tornato a Genova, trovò un mecenate in Francesco Maria Sauli, che gli finanziò un’ulteriore permanenza a Roma presso lo studio del Bernini.
Nel 1661 tornò a Genova una seconda volta e iniziò, da questo momento, un'intensa collaborazione con lo scultore francese Pierre Puget, attivo nel capoluogo ligure già dal 1661, che influenzò notevolmente il suo stile. Fu in questo intenso periodo di collaborazione con Puget che Filippo Parodi abbandonò definitivamente la scultura lignea, dedicandosi esclusivamente al marmo, in cui si affermò con varie opere, che gli diedero grande fama, prima tra tutte la statua di San Giovanni Battista per la Basilica di S. Maria Assunta di Carignano, commissionatagli dallo stesso Francesco Maria Sauli.
La sua fama andò oltre i confini della Liguria e fu chiamato prima a Venezia, quindi a Padova. Negli ultimi anni produsse ancora a Genova numerose altre statue, monumenti funebri, fontane, busti, che abbellirono chiese e palazzi.

--Claudia Peirè 18:00, 5 Oct 2010 (CEST)


Bibliografia

  • Gavazza Ezia, Il momento della grande decorazione, in La pittura a Genova e in Liguria Vol I, Genova, Sagep, 1998, pag. 213-215
  • Parodi Filippo, In Enciclopedia Internazionale Grolier, Vol. XII, Bergamo, Armando Curcio Editore, 1990, pag. 521
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