George Macdonald

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Lo scrittore scozzese George Macdonald ( 1824-1905 ) è un personaggio di grande spicco fra coloro che visitarono il Ponente ligure e, conquistati dagli splendidi paesaggi e dal clima mite, vi si insediarono. In particolare, la storia di Macdonald si intreccia con quella di Bordighera.
Sceso In Inghilterra dalla natìa Scozia, prese gli ordini della Chiesa congregazionalista e fu pastore per qualche tempo. Le sue predicazioni, però, giudicate troppo libere e fuori dai consueti schemi, suscitarono molte polemiche, ed egli rinunciò alla sua missione.
Si rivolse, così, alla letteratura, e fu molto stimato da grandi letterati, fra cui il poeta Tennyson. Il suo primo successo fu il romance Phantastes, capolavoro allegorico ricco di simbologie e metafore, che svelava la sua notevole attitudine al racconto ispirato da una fervida immaginazione. Dopo una quarantina d'anni dedicati a produrre saggi ed opere di narrativa e di poesia, scrisse proprio a Bordighera nel 1895 un altro apprezzatissimo romance, Lilith. Stretto da esigenze economiche, l'autore dovette adattarsi, nel corso della sua vita, al genere del romanzo popolare, scrivendo una trentina di opere di ambientazione inglese e scozzese. E' da rilevare che solo da pochi decenni la critica lo ha riconosciuto come uno dei massimi autori nel campo della letteratura fantastica ottocentesca.
Con la moglie Louise ed una famiglia sempre più numerosa (arrivò ad avere undici figli! )Macdonald dovette spostarsi in varie occasioni dalla Gran Bretagna, alla ricerca di regioni europee ed africane dal clima adatto alle precarie condizioni di salute dei suoi cari, molti dei quali afflitti dalla tisi.
Finalmente, fu indirizzato a Bordighera, dove, grazie ad una generosa sottoscrizione di amici ed ammiratori, fece edificare una residenza, che chiamò, riferendosi alla forza d'animo che avrebbe dovuto sorreggerlo per tutta la sua difficile esistenza, "Casa Coraggio".
Egli soleva dire: Courage! God mend it all! ( Coraggio! Dio rimedia a tutto! )Questo motto costituisce l'anagramma, con opportuni adattamenti, del suo nome e cognome.
Nell'attesa che fosse ultimata la sua casa di Bordighera, trascorse un periodo con la famiglia a Villa Baratta ( oggi Hotel Splendide ) a Portofino.
Si trasferì, quindi, dal 1879, a Bordighera, e lì visse per ben ventitré anni, scrivendo nella cittadina italiana quasi la metà dell'intera sua produzione letteraria.
"Casa Coraggio" divenne presto uno dei maggiori centri culturali del tempo, frequentata da viaggiatori italiani e stranieri ( ovviamente, in maggioranza Inglesi ) e da persone del luogo. Nella residenza si svolgevano spesso apprezzate recite ed ogni settimana avvenivano letture dei classici, da Dante a Shakespeare.
Dopo aver seppellito molti dei suoi figli e sua moglie, nel 1902 fece ritorno in Gran Bretagna, dove morì, ad Ashstead nel Surrey, nel 1905.
Le sue ceneri furono però, secondo le sue volontà, portate a Bordighera, nella tomba della moglie, la quale da anni riposava in terra bordigotta accanto alle spoglie delle figlie Caroline, Grace e Lilia.
"Casa Coraggio" passò di proprietà e divenne l'"Albergo della Regina". Edmondo de Amicis alloggiò proprio in questo edificio nel 1906, quando Irene e Winifred, figlie di Macdonald, portarono le ceneri del genitore a Bordighera. De Amicis fu molto colpito da tutto questo, si documentò su "Casa Coraggio" e sul suo antico proprietario, decidendo di ritornare poi in quello stesso luogo, nel 1908,per trovarvi l'eterno riposo.
Ora non esiste più "Casa Coraggio", nè l'"Albergo della Regina", ma sulla facciata della costruzione, divenuta condominio, si trovano due lapidi, una dedicata a George Macdonald, l'altra ad Edmondo De Amicis.

                 Enrica Luisa Penco.
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