Giulio Cesare Procaccini

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Procaccini. Famiglia di pittori.

Il capostipite, Ercole il Vecchio (Bologna 1515-Milano 1595) dopo aver operato nella città natale (Deposizione, Bologna, Pinacoteca), si trasferisce in tarda età a Milano con i figli Camillo (Bologna 1551-1555 c. – Milano 1629), Giulio Cerare (Bologna 1575-Milano, 1625) e Carlo Antonio (Bologna 1574 – Milano, 1625), mediocre pittore di nature morte e di episodi sacri o mitologici.

Di Camillo si ricordano gli affreschi di S. Prospero a Reggio Emilia, iniziati nel 1585 che rivelano, nel gigantismo michelangiolesco delle figure, la conoscenza dei dipinti della Cappella Sistina, che l’artista ha modo di vedere durante un precedente viaggio a Roma. Tutta l’opera di Camillo, tanto quella Emiliana (si ricorda pure: La Pestilenza di San Rocco, Dresda, Gemaldegalerie) quanto quella lombarda (Martirio di S. Agnese per il Duomo di Milano, oggi Isola Bella, Palazzo Borromeo ante degli organi del Duomo di Milano, 1590-95, 1597-1602), rientrano nell’ambito della pittura controriformista. Diversamente dal fratello, Giulio Cesare non ha precedenti bolognesi. Il suo esordio avviene come scultore: fra le altre opere meritano di essere citati i rilievi marmorei per la facciata di S. Maria presso S. Celso a Milano (1597), e vari lavori per il Duomo di Milano. Dal 1599 l’artista si dedica alla pittura e, tra il 1600 e il 1602, si reca probabilmente a Parma, il che spiegherebbe gli influssi del Correggio e del Parmigianino, presenti nei suoi dipinti (affreschi e stucchi, (1600-01) e una pala (1604), per la cappella della Pietà, Milano, Santa Margherita presso S. Celso; Pala con il Martirio dei Santi Nazario e Celso (1606) - oggi Bruxelles Musèes Royaux; S. Barnaba, Milano Pinacoteca Civica). Nel 1610 Giulio Cesare termina i sei quadroni con i Miracoli di S. Carlo per il Duomo di Milano, opere che rivelano la stessa esecuzione elegante e fluida che caratterizza anche le numerose Sacre Famiglie e le molte Madonne dalla grazia sorridente e a volte svenevole (Nozze Mistiche di S. Caterina, Milano, Brera; Madonna col Bambino e un angelo, Napoli, Capodimonte; Madonna e santi, Brescia S. Afra). Allievo di Giulio Cesare è il nipote Ercole il giovane, figlio di Carlo Antonio. Di lui si ricordano l’Andata al Calvario (Milano, S. Marco) e alcuni affreschi per la Certosa di Pavia.


Dizionario dell’Arte Italiana, 1981, p. 648.

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