Palazzo De Amicis

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Le Guide

Il palazzo è situato in Piazza delle Vigne al civico numero 4; l’Anonimo Genovese lo descrive con notevole trasporto: «considerevole per gli ornamenti in marmo delle finestre, fregio, e porta […].
Di tali fatture fu architetto il Castello bergamasco, che con figure, grottesche sul più vario stile dipinte, ornò tutto il portico, che ancora illeso si mantiene, ed è desiderabile, che si conservi per far rivivere il nuovo buon gusto, che si va per buona fortuna rimettendo. Così scriveva il Ratti nel 1780. Ora le cose son ben tutt’altro. La Rivoluzione del 1797. operata dalla volontà del genio dominatore in Italia per la Francia, la Rivoluzione diciam noi, quest’opera di generale sconvolgimento di tutte le idee, e nozioni, politiche, morali, e religiose, fu purtroppo fatale alla gloria delle Belle Arti di Ornato. Oltre la necessità imposta dalla legge di abbattere gli stemmi dalle porte de’ Palazzi, dalle Cappelle delle chiese, lo che ad ognuno in Italia è ben noto qual nocumento abbia ai bei monumenti dell’arte arrecato, la distruzione, de’ portici interni di quasi tutti i Palazzi interno della Città situati, in un momento da tutti i proprietari adottata, e quindi furono tramezzati per ridurli a botteghe. Tal sorte è pur di questo avvenuta, ma però quel poco, che ancor ne conserva basta a dare un’idea adeguata della perfezion del lavoro nel portico intiero.
Al primo piano dell’anzidetto palazzo si conservano ancora altre volte di stanze dipinte dallo Stesso autore nel gusto medesimo, e mostrano nelle aperture di mezzo un Concilio di Dei il Parnaso, e cose simili. Entro la vasta volta della sala figurò con grandissimo artifizio e con grottesche oltremodo bizzarre la splendida cena data dalla Reina Didone all’ospite Enea, e questo eroe in atto di parlare a questa Reina. Vedesi il cantor Topa, e numerosi astanti in atto di ascoltare. Descrizioni ed espressioni, che non meno elegantemente espose in pittura il Bergamasco, di quel che descritte l’abbia in poesia l’immortale Virgilio»

--Claudia Peirè 12:02, 10 Sep 2010 (CEST)


Sito nella zona di Piazza delle Vigne, «fu delizia nel secolo XVI di Giano Grillo, che per mano del Caranchetto, lo ammantò di invetriati composti a disegno per ogni scala e per ogni camera.[…] per opera del Bergamasco aggrandì le sue forma la moderno, così come ancora il veggiamo sul manco lato alle vigne. Quant’altro vi fece il Castello in qualità di pittore è sformato o distrutto; poche tracce durano appena nel portico»

--Claudia Peirè 12:46, 9 Sep 2010 (CEST)

Bibliografia Guide

  • Alizeri Federico, Guida illustrativa del cittadino e del forastiero per la città di Genova e sue adiacenze, Bologna, Forni Editore, 1972 pag. 120
  • Poleggi Ennio e Poleggi Fiorella (Presentazione, ricerca iconografica e note a cura di), Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, Genova, Sagep, 1969 pag. 174-175
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