Palazzo Giusso

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Le Guide

Sito in Via Chiabrera al civico numero 7, fu costruito all’inizio del secolo XVII; venne gravemente danneggiato dai i bombardamenti del secondo conflitto mondiale.
L’Anonimo sorvola sull’aspetto esterno, per concentrarsi sull’interna decorazione a fresco: «ben ornato di pitture nelle sue stanze. Tre di esse sono a ornamenti lavorate dall’Aldovandini con le figure in una del Palmieri; nell’altra di Gio’ Andrea Carlone, il quale vi pinse Enea, che col padre in collo fugge dall’incendio della Patria. Nella terza di Gregorio Ferrari, che pinse Amore, che fugge da Psiche, e colorì anche altre virtù nell’altra appresso. Ma le tre tele dipinte a tempra con Storie di Enea sono dell’Abbate Lorenzo di lui figlio. Una stanza ha pur colorito Domenico Parodi, ed un’altra con favole descritte da Ovidio Giuseppe Galeotti. La sala per ultimo, in cui scorgesi l’Aurora è pittura del Boni, e le prospettive sono di Marco Sacconi fiorentino» .
--Claudia Peirè 00:18, 2 Oct 2010 (CEST)


Il palazzo, fondato dalla famiglia Saluzzo, è situato in Via Chiabrera 7, nella zona di Piazza Giustiniani.
Alizeri, riguardo a questo edificio, fornisce pochi dettagli, limitandosi a citare gli artisti coinvolti nella decorazione a fresco: «il Boni nel palco della Sala si trova in coppia con Marco Sacconi […]. Col bolognese Aldrovandini è in un salotto Giuseppe Palmieri, ove son scene di favola, e in altri a destra con questo insigne decoratore Gio. Andrea Carlone e Gregorio de Ferrari, l’un de’ quali storiò la fuga d’Enea, l’altro la bella Psiche diserta da Amore
--Claudia Peirè 00:18, 2 Oct 2010 (CEST)

Bibliografia Guide

  • Alizeri Federico, Guida illustrativa del cittadino e del forastiero per la città di Genova e sue adiacenze, Bologna, Forni Editore, 1972 pag. 44
  • Poleggi Ennio e Poleggi Fiorella (Presentazione, ricerca iconografica e note a cura di), Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, Genova, Sagep, 1969 pag. 237-238
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