Palazzo del Marchese Cesare Cambiaso (Pallavicini)

Da FoscaWiki.

Le Guide

Il palazzo, sito al civico numero 1 di Via Garibaldi, si apre su piazza Fontane Marose. Il resoconto del Ratti è preciso e coinvolgente, l’edificio è «tutto fasciato di marmo, e ornato di bellissimi quadri. La Sala mostra nella soffitta un grande affresco entrovi un Convito di Dei dipinto da Ottavio Semini, da cui pure è colorito il Salotto primo a destra nel cui mezzo v’ha il rapimento delle Sabine, e dei lati Tarpea uccisa dagli scudi; Numa Pompilio con la Ninfa Egeria; la pace dei Sabini, ed altra storia conseguente. Sono in questa stanza due grandi tele entrovi le quattro stagioni con allegorie di Giovambattista Gaulli detto il Baciccio.
[…] nel Salotto primo a sinistra troverete […] quadri del Guercino, […] di Sisto Badalocco scolaro di Annibal Carracci […] del Brrughel, […] del Tintoretto, […] del Castiglione […]
Sopra tutti però, vi recherà stupore un quadro di piccole numerosissime figure rappresentante una festa in campagna, del Teniers. È questo un quadro dei più belli e rari di tal autore, e di cui difficilissimamente se ne può trovare il compagno.
[…] Salotto secondo qui avrete la bozza originale dello sfondo di mezzo del Coro di S.Domenico, del Cappuccino. […] Vandik, […] Sirani, […] Giovannandrea de Ferrari, […] Ludovico Carracci, […] Castiglione, […] Piola sullo stile dello stesso Castiglione, […] Luca Giordano, […] Annibale Carracci. Una testa di sorprendevol bellezza, d’un uomo armato, del Rembrandt, e dello stile il più finito. Difficilmente di quest’autore può rinvenirsi l’uguale» .

--Claudia Peirè 18:46, 11 Oct 2010 (CEST)


Edificato da Bernardino Cantone fra il 1558 ed il 1560 per Agostino Pallavicino, pervenne nella famiglia Cambiaso prima del 1780. Così lo descrive l’Anonimo: «oltre una facciata sulla strada del Portello, ne ha poi due bellissime la principale, ove ha l’ingresso, e l’altra sulla Piazza attigua delle Fontane Amorose; in queste due ultime è tutto fasciato di marmo.
[…] La Sala mostra nella soffitta un grande affresco, entrovi un convito di Dei dipinto da Ottavio Semini, da cui pure è colorito il Salotto primo a destra. Nel cui mezzo v’ha il rapimento delle Sabine, ed ai lati Tarpea uccisa dagli scudi, Numa Pompilio con la Ninfa Egeria, la pace dei Sabini, ed altre Storie conseguenti» .
La descrizione continua con il catalogo della quadreria; sono presenti Van Dyck, i Carracci, il Tintoretto, Andrea De Ferrari, Benedetto Castiglione, Rembrandt e molti altri. Reca stupore, secondo l’autore, «un quadro di piccole numerosissime figure rappresentante una festa in campagna del Tenier. E’ questo un quadro dei più belli, e rari di tal autore, e di cui difficilissimamente se ne può trovare il compagno». Degno di nota è anche “la bozza originale dello sfondo di mezzo del Coro di S. Domenico del Cappuccino.”

--Claudia Peirè 18:46, 11 Oct 2010 (CEST)


Nel Manuale del 1846, Federico Alizeri inizia immediatamente con la descrizione dell’interno, ricordando che gli affreschi del primo piano rappresentanti un concilio di Dei sono opera di Ottavio Semino. Compare quindi l’elenco dei quadri e degli oggetti di valore contenuti nella dimora.

--Claudia Peirè 18:46, 11 Oct 2010 (CEST)


Situato in Via Garibaldi 1, ospita attualmente una banca; appartenuto inizialmente agli Spinola ha una posizione privilegiata aprendosi su Piazza Fontane Marose.
Il grande regista del ciclo decorativo è Ottavio Semino che, secondo Alizeri «non solo raffaelleggia ne’ metodi, ma fin ne’ concetti si fa plagiario. Vel mostri la sala in cotesta medaglia ove Amore s’impalma con Psiche a celeste banchetto e più ancora nei molti lunetti che secondano la favola, copie ingegnose bensì, ma pur copie da que’ peducci che di Raffaello intagliò Marcantonio» .
Di Ottavio Semino è anche la volta in un salotto, affrescata con il Ratto delle Sabine.

--Claudia Peirè 18:46, 11 Oct 2010 (CEST)

Bibliografia Guide

  • Alizeri Federico, (Attribuito a) Manuale del forestiere per la città di Genova, Genova, 1846 pag. 316-317
  • Alizeri Federico, Guida illustrativa del cittadino e del forastiero per la città di Genova e sue adiacenze, Bologna, Forni Editore, 1972 pag. 210
  • Poleggi Ennio e Poleggi Fiorella (Presentazione, ricerca iconografica e note a cura di), Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, Genova, Sagep, 1969 pag. 158
  • Ratti Carlo Giuseppe, Istruzione di quanto può vedersi di più bello in Genova in pittura scultura et architettura autore Carlo Giuseppe Ratti pittor genovese, Genova, Ivone Gravier, 1780, pag. 285-287
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