Palazzo del Marchese Nicolò De Mari

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Situato in Via San Francesco 2 è oggi comunemente noto come Palazzo della Meridiana, venne edificato per volere di Girolamo Grimaldi, che lo donò al primogenito negli anni 30 del XVI secolo; nel 1778, con l’apertura di Strada Nuovissima, il palazzo venne ristrutturato da Giacomo Brusco. In origine la facciata era quella sulla laterale Salita San Francesco, il Brusco creò l’attuale su Via Cairoli, eliminando il giardino e realizzando un piccolo avancorpo centrale ricoperto da una terrazza.
Gio. Battista Grimaldi uomo di grande gusto e cultura, si circondò dei migliori artisti dell’epoca: «Dobbiamo a lui il solo esempio che avesse Genova d’Aurelio Busso pittor cremonese, il quale sul manco lato che guarda all’erta di Castelletto dipinse un fregio di chiaroscuro con varie fatiche d’Ercole, reprensibili forse nel disegno, ma d’un tal nerbo che ancora resiste e combatte colle intemperie. Ma questo è un nulla rispetto a’ lavori ch’ei procurò alle sue stanze in meno d’un settennio, e non pure a fregiar le pareti, ma a rifornire ogni sala di suppellettili» .
Il Salone, vero e proprio capolavoro di Luca Cambiaso; secondo Alizeri, è uno dei suoi migliori lavori: «Eccovi in ampia medaglia la storia d’Ulisse, che rifattosi in patria sorprende i Proci insidiatori della sua Penelope, e col figlio Telemaco ne mena strage a furor di saette. Mirate lo sgomento in chi fugge, e’l dolor dei feriti, e l’agonia di chi muore, e lo scompiglio delle ancelle fra il tempestar dei due prodi e il mescolarsi degli imbelli amatori. […] Peccato che al gusto di sì rara medaglia, […] contrastino ornati moderni […] e restauri imprudenti.
[…] scendiamo all’appartamento inferiore e chiediamo l’entrata. Quivi ancora fra ornati moderni si mostra l’antico in due camere istoriate da Luca con fatti di Teseo, e in un’altra da Lazzaro con Psiche innalzata all’Olimpo» .

--Claudia Peirè 22:40, 10 Oct 2010 (CEST)


Bibliografia Guide

  • Alizeri Federico, Guida illustrativa del cittadino e del forastiero per la città di Genova e sue adiacenze, Bologna, Forni Editore, 1972 pag. 148-150
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