Villa Nobel

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La storia di Villa Nobel comincia nella seconda metà del XIX secolo, e precisamente alla fine del 1870, quando il farmacista rivolese Pietro Vacchieri acquistò, a levante della città, alcuni appezzamenti di terreno e vi fece costruire un'elegante palazzina.
La proprietà è chiusa con alte mura di cinta dai quattro lati, nella parte inferiore, attraversata dalla ferrovia ligure con due passaggi a livello ed ha una superficie di circa 6.000 mq.
Già nel 1874 la villa era completamente arredata, circondata da un delizioso giardino, ricco di preziose piante esotiche.

Molte costruzioni attorniavano la dimora: la casetta per gli ospiti con una decina di camere, le scuderie e il laboratorio, una lunga costruzione ad un piano, di mattoni. Nella parte più elevata di questa proprietà sorgono due case, di cui l'una più piccola, costruita in muratura e con tronchi d'albero, consta di un pianterreno e di un primo piano; l'altra più vasta, è composta di un pianterreno, di un primo e secondo piano con sottotetto. Nella parte più bassa e dal lato est si trovano scuderie, rimessa e selleria. La villa aveva due grandi verande di vetro con vista sul mare. La camera da letto di Nobel aveva un letto in legno scolpito e il suo studio una libreria con le porte a vetri. Qui, come nelle altre camere, c'era l'illuminazione elettrica. La torre conteneva una sala per riunioni più intime, mentre la sala da pranzo era situata al piano terra con un ingresso direttamente dal parco.
Molte costruzioni attorniavano la villa: la casetta per gli ospiti con una decina di camere, le scuderie e il laboratorio, una lunga costruzione ad un piano, di mattoni. Così lo descrive Ragnar Sohlman, che lavorò come chimico nel laboratorio di Sanremo e divenne poi l'esecutore testamentario di Nobel:"il laboratorio era composto di tre stanze: una grande sala macchine con motore a gas ed elettrogeneratori per la produzione di diversi tipi di corrente a diversa tensione, per l'illuminazione e per le prove elettrolitiche ed altre ancora; una sala di lavoro anch'essa assai grande, utilizzata per gli esperimenti di chimica ed altri lavori sperimentali; una sala più piccola in cui erano sistemate una biblioteca, alcune bilance e diversi strumenti, nonché fucili per gli esperimenti di balistica".

Attualmente i laboratori sono stati attentamente ricostruiti, sia all'interno dell'abitazione che, al piano terra, oggi destinato al Museo Nobel; un percorso dove vengono presentate la vita e le attività di Alfred Nobel e degli italiani insigniti del prestigioso premio istituito dallo scienziato.

                                                Paola Talladira
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